Le forme...

Psicoterapia
INDIVIDUALE

La richiesta di un lavoro individuale è compatibile con la capacità di poter formulare direttamente e autonomamente la propria richiesta. Quindi risulta fondamentale che gli individui interessati a questo percorso, possano avere una capacità di vita emotivamente e/o concretamente autonoma dal proprio nucleo familiare.

Nel caso di richiesta di psicoterapia per un minore è opportuno coinvolgere tutta la famiglia, in quanto il minore è di frequente il portavoce di un disagio che attraversa l’intero nucleo familiare. Saranno proposte volta per volta soluzioni adeguate nel caso di adolescenti che potranno avere sia uno spazio individuale che un parallelo spazio di condivisione con la famiglia o anche nel gruppo di pari.

Ancor più delicata è la richiesta di psicoterapia per un bambino, che non andrebbe mai trattato senza la sua famiglia, in quanto, non solo dietro il problema di un bambino c’è sempre una situazione genitoriale problematica, ma soprattutto perché nessun bambino, in virtù delle regole di fedeltà al sistema, potrà mai permettersi di stare meglio prescindendo dall’aiuto e dal “permesso” dei propri genitori.

Psicoterapia
FAMILIARE

Il lavoro clinico con la famiglia viene generalmente consigliato nei seguenti casi: quando si manifesta il disagio dell’intero sistema familiare, quando tutta la famiglia è unita per affrontare le problematiche di un solo membro, quando ci vogliamo riferire al disagio /sintomo di un bambino.

La famiglia si presenta come una forma particolare di piccolo gruppo, caratterizzato dalla propria specifica storia passata e connessa con trasformazioni relative sia ad eventi provenienti dall’esterno, cioè il contesto, che dall’interno, ovvero i cambiamenti dei singoli individui.  Nel corso del ciclo di vita, la famiglia incontra inevitabilmente i cosiddetti eventi critici, cioè momenti di discontinuità nella vita familiare vissuti come stressanti e che impongono una riorganizzazione.

La terapia familiare prevede diverse modalità di intervento. In questo contesto ci riferiremo all’approccio della PSICOLOGIA TRANSGENERAZIONALE O PSICOGENEALOGIA che spiega come attraverso la storia della propria famiglia è possibile comprendere le nostre difficoltà psicologiche attuali.

Questa corrente terapeutica di psicologi e psicoanalisti asserisce semplicemente che scoprendo interessanti connessioni con i nostri avi, e mettendo in luce gli eventi passati delle generazioni precedenti, è possibile liberarsi dalle costrizioni ereditate. Una vera e propria corrente di psicoterapia transgenerazionale, ha cominciato a notare, circa una trentina di anni fa, strane e ripetitive coincidenze di eventi nelle storie familiari dei pazienti. Questo ha permesso di confermare l’esistenza di un inconscio che si trasmette attraverso le generazioni.  D’altro canto già Freud aveva individuato che i processi psichici   si prolungano da una generazione all’altra.

“I bambini e i cani sanno sempre tutto, e soprattutto quello che non viene detto”, disse una volta la psicanalista francese Françoise Dolto, e non era solo una battuta: già nella più tenera infanzia sembra che i bambini vengano a conoscenza dei segreti di famiglia in maniera inconsapevole ma certa.  Qualcosa di non detto, come un fatto tragico oppure una vergogna da nascondere, una morte misteriosa, un fallimento, una nascita illegittima, un incesto, viene tramandato nel tempo, fino a generare sofferenza psichica o fisica. L’inconscio passa tramite le cose “non dette”, tramite immagini semi-consce o inconscio condiviso.

Nel percorso di terapia familiare lavoreremo con lo strumento del genosociogramma permettendo così a tutti i membri di riappropriarsi della propria unicità e di poterla esprimere in maniera autentica.

Un secondo livello di intervento della terapia familiare riguarda l’analisi dell’organizzazione relazionale e dell’attuale livello di comunicazione della famiglia. In quest’ottica, la terapia familiare permette di evidenziare la chiusura o la permeabilità dei confini in essa presenti, così come la rigidità o la flessibilità delle regole e delle gerarchie che la caratterizzano.

Ancora, attraverso la terapia familiare si va ad indagare ed elaborare la funzione che il sintomo del singolo individuo svolge nel garantire e mantenere l’equilibrio dell’intero sistema familiare. Tutto questo processo viene attuato tenendo sempre ben presente quale è la fase del ciclo vitale della famiglia in cui si presenta il sintomo. Si esamina cioè la fase del ciclo vitale e si considera se l’organizzazione e la strutturazione della famiglia siano adeguate a quello specifico momento.

Intervenire sul sistema familiare può generare un’autentica trasformazione degli equilibri sistemici di condivisione in seno alla famiglia, perché quest’ultima ha tutte le risorse per compiere un salto di consapevolezza da “famiglia che ammala a famiglia che guarisce”. Molti terapeuti sistemici concordano sul concetto di famiglia autoterapeutica, in quanto attribuiscono al sistema familiare delle capacità autocorrettive. Per questo ribadiamo che può essere un grave danno osservare un bambino al di fuori delle connessioni affettive e relazionali stabilite con la sua famiglia.

Bisognerebbe inquadrare i sistemi familiari in una cornice ecologica positiva, esattamente come fanno i bambini che adottano il principio di non esclusione, mostrando un senso di giustizia sistemica fantastico poiché, anche di fronte al peggior genitore, riescono sempre a trovare la dimensione costruttiva.

Psicoterapia
DI GRUPPO

Il gruppo consente al paziente di sviluppare la capacità di auto osservazione necessaria ad orientarsi nel mondo ed acquisire consapevolezza. Essere consapevoli significa stare nella situazione presente in maniera aperta e attenta, senza accumulare eccessive tensioni.

Questa prassi terapeutica, di orientamento gestaltico, porta in sé una visione dell’uomo e del mondo di tipo prevalentemente esistenziale e fenomenologico. Questo la rende differente e separata dagli altri poli della psicoterapia: sia da quello psicodinamico che da quello cognitivo-comportamentale, che si definiscono modelli di funzionamento della psiche e/o del comportamento.

Se nel processo di ognuno di noi, la vita si manifesta e fluisce, la meta è quella di un’esistenza che si adatta creativamente alla realtà che cambia, in un continuo divenire. La Gestalt si riferisce nel suo approccio ad una visione in cui il mondo con i suoi fenomeni è in costante cambiamento. Ma se tutto è impermanente, è chiaro che la vita è intrinsecamente legata al movimento ed è quindi in un continuo processo di trasformazione. Tutto diviene, ma tutto contiene in sé ciò che era.

Se la vita è un continuo processo del divenire, ogni essere, ogni sostanza ha in sé questa legge. Da questa considerazione Perls, esprime la “fede” nella saggezza propria dell’organismo che è orientato al benessere e all’autoregolazione.

Di qui la convinzione che non c’è da aggiungere o da togliere nulla alle componenti dell’individuo, ma unicamente favorire e porre le condizioni affinché l’organismo continui naturalmente il suo processo di crescita. Possiamo paragonare l’esistenza dell’individuo ad un processo in cui ogni qualvolta l’individuo interpreta rigidamente schemi del passato o ostacola le sue trasformazioni, provoca interruzioni che impediscono il contatto pieno con la vita.

In questa ottica il gruppo ci invita, soprattutto ad essere come siamo, a seguire la nostra propria naturalezza in contatto con la nostra interiorità, a smascherarci, a recuperare le parti che rinneghiamo e ad accettare i nostri limiti pacificando la nostra mente, per ritrovare noi stessi come parte del tutto.

Psicoterapia
DI COPPIA

Le conflittualità che vengono espresse nell’ambito della coppia hanno diverse origini e quindi possono prendere diverse forme: la distanza emotiva, la difficoltà di trovare le parole giuste per comunicare, la sensazione di perdere la sintonia di un tempo e sentirsi all’improvviso come estranei, o magari trovarsi dentro un litigio interminabile quanto inutile.

Tutto questo e altro ancora, può indicare la necessità di intraprendere una terapia di coppia. La terapia di coppia è particolarmente consigliata per coloro che si trovano in una situazione di stallo nella quale non riescono più a stare bene insieme ma neanche a separarsi.

In tutte le coppie in crisi scatta frequentemente il meccanismo psicologico del sentirsi dalla parte della ragione, procedendo con l’incolpare l’altro di ciò che sta accadendo nella coppia. Questo determina un implicito chiedere all’altro di cambiare…

Se invece entrambe le parti nutrono una vera intenzione di migliorare il rapporto di coppia, è necessario guardarsi come parte attiva del conflitto, riconoscere il proprio 50% di responsabilità nell’aver contribuito ad instaurare una situazione insoddisfacente o difficile; approfondire gli aspetti che “pescano” nel passato analizzando i nodi ereditati dalle proprie famiglie d’origine; chiarire gli elementi della storia individuale di ognuno, imparando a riconoscere e sciogliere questi nodi.

Inutile aver paura di chiedere aiuto. A volte, quello che sembrava un problema complesso e senza via d’uscita, può avere delle molteplici soluzioni. Intervenire con la terapia nei momenti di crisi che ciclicamente attraversano la coppia, non significa unicamente superare le difficoltà, quanto piuttosto imparare un modo di nutrire il legame affettivo, per poter vivere la relazione di coppia in modo più costruttivo e soddisfacente.

Il primo obiettivo della terapia su una relazione in crisi è quello di accrescere la consapevolezza delle modalità relazionali, comunicative e di contatto presenti nella relazione di coppia ed individuare gli specifici aspetti che contribuiscono a generare ed alimentare la crisi.

La terapia di coppia può essere molto utile anche in presenza di una patologia che riguarda un solo membro della coppia. Infatti, quest’ultimo troverebbe giovamento o una soluzione più rapida, se potesse ricevere un aiuto consapevole dal partner. La vicinanza del partner, quando dobbiamo affrontare le nostre difficoltà e le nostre paure, ci incoraggia e ci sostiene. Inoltre la condivisione della terapia sosterrebbe anche il partner nell’aiutarlo ad approcciare in modo più disinvolto alla patologia in questione.

La possibilità, per chi si trova in uno stato di sofferenza, di sentire il sostegno e la vicinanza della persona amata, è già di per sè una fondamentale risorsa terapeutica. Mentre l’altro potrà trovare uno spazio sicuro e protetto dove poter esprimere dubbi, preoccupazioni o eventuale affaticamento, senza temere di ferire il partner.

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