Analisi critica
delle rappresentazioni familiari

 

Approfondimento di Bernardo Gili, Febbraio 2014

Introduzione

Ai margini degli interventi della psicologia e psicoterapia troviamo persone ed azioni che dichiarano di promuovere interventi di promozione di cura e benessere psicologico che cercano di collocarsi quale risposta al disagio individuale e collettivo crescente. Coach Counselor, Filosofi Clinici, Pedagogisti Clinici ed altri. Spazio particolare per la grande diffusione e per la particolare modalità di intervento gruppale è rilevato dal fenomeno delle Costellazioni Familiari. Diffuse in particolare all’interno di quei circuiti cosiddetti alternativi quali: “centri olistici, centri benessere, luoghi di pratica new age, centri di naturopatia, counsueling, pratica yoga ed altro“.
Nate in Germania negli anni ‘90 ad opera dello psicologo tedesco Bert Hellinger, nato nel 1925 che è stato prima sacerdote, missionario poi psicologo e psicanalista. Hellinger afferma di aver incontrato le costellazioni nella sua vita dopo aver conosciuto la psicanalisi, la teoria transazionale e la teoria sistemica. Negli ultimi anni ha preso il via anche una scuola di formazione diretta dallo stesso Hellinger che dichiara inoltre espressamente che le costellazioni sistemiche sono una pratica terapeutica.

Obiettivo di questo intervento è di illustrare nella maniera più semplice possibile che cosa è una costellazione sistemica.

Svolgimento di una costellazione

Un gruppo di persone, preferibilmente di un numero compreso fra le 8/20 unità, ma anche di numero maggiore o minore, si incontra con un conduttore e si riunisce in cerchio. Dopo una fase iniziale di presentazioni reciproche, di acclimatamento, fatto con tecniche varie: rilassamento, visualizzazioni ed altro, il conduttore raccoglie alcune informazioni, sul motivo della propria presenza dai partecipanti, fornisce lui stesso alcune informazioni, rispetto al procedimento del lavoro da svolgere. Di volta in volta uno dei partecipanti che si propone a rappresentare la propria questione, viene invitato a sedersi di fianco al conduttore ed esprimere un quesito, un problema, o altro che vorrebbe poter rappresentare. Dopo essere stato aiutato a formulare una domanda, se il conduttore ritiene la domanda congrua, viene invitato a cercare fra i partecipanti, i rappresentanti per se e per quelle figure parentali che il C. gli suggerisce. Talvolta vengono rappresentati anche emozioni e caratteristiche o qualità personali. Il tutto avviene in un clima di assoluto silenzio “quasi raccoglimento”, in cui l’unico a parlare ed autorizzare gli altri alla parola è il C. stesso. I rappresentanti vengono collocati all’interno del cerchio, posizionati dal cliente stesso e poi successivamente invitati a muoversi secondo la propria naturalezza e spontaneità. La spinta al movimento è chiamata “Movimento Interiore”. Prendono il via così una serie di spostamenti, cambi di posizione, sguardi, atteggiamenti: una comunicazione non verbale e di poche enunciazioni verbali suggerite dal Conduttore. Spesso vengono introdotti sulla scena altri soggetti, il cliente osserva la rappresentazione di se stesso e del suo sistema al fianco del Conduttore. A questo punto la rappresentazione può evolvere verso rivelazioni sorprendenti, proprio perché il cliente che si trova a vedere rappresentato se stesso, le proprie relazioni e/o dinamiche inconsce in uno “disvelamento” non filtrato, vive l’irruzione di emozioni intense ed incontrollate per se, e le vede nei rappresentanti. Talvolta queste manifestazioni sono così intense che poi è necessario il ricorso ad una consulenza od un trattamento psicoterapeutico conseguente alla costellazione.

Alcuni autori chiamano “campo cosciente” questa liberazione di contenuti completamente non consapevoli che si esprimono nel movimento. Alcuni autori hanno cercato di teorizzare questi movimenti coniando il termine campo morfogenetico.

Come in uno psicodramma o rappresentazione teatrale si rappresenta il sistema familiare del cliente, come già detto con una alta intensità delle emozioni vissute, conseguentemente il fatto che i vissuti abitualmente controllati si sprigionano manifestandosi attraverso il movimento dei rappresentanti. Talvolta si disinnescano meccanismi di difesa dell’IO generando ansia, angoscia e stati confusionali, altre volte sembrano attivarsi come per incanto dinamiche pacificatorie. Il Conduttore suggerisce poi alcune frasi che possono avere un effetto catartico, di riconciliazione all’interno del sistema familiare che è rappresentato. A questo proposito viene chiamata in causa una lettura che in gran parte fa riferimento alla psicoterapia sistemico-relazionale, in particolare le cosiddette scuole ad indirizzo intergenerazionale. Attraverso il suggerimento di alcune verbalizzazioni, come in una suggestione ipnotica il Conduttore cerca di ristabilire quello che Hellinger teorizza come “Ordine dell’ Amore” ma che a nostro avviso sono assetti relazionali riconducibili alle elaborazioni di concetti quali: Mappa della famiglia, triangolazione e detriangolazione (Bowen), riconoscere e sciogliere legami di onestà e lealtà del sistema famiglia che producono comportamenti sintomatici (I. Boszomenyi Nagi); Inoltre apparentemente è evidente negli enunciati l’influenza di un visione giudaico-cristiana delle soluzioni proposte come riformulazione delle incongruenze e dei conflitti sistemici-relazionali rappresentati. La costellazione si chiude con un cerimoniale o formula di ringraziamento che il cliente esprime ad ogni rappresentante delle figure del suo sistema, inoltre con un ascolto condiviso del vissuto o delle considerazioni dei rappresentanti talvolta riformulato dal Conduttore. Alla fine di ogni giornata o dell’intera sessione ogni partecipante è invitato ad esprimere la sua posizione nei confronti dell’esperienza vissuta. Le costellazioni possono aver la durata di una giornata ma anche fino a 3 o 4 giorni continui di rappresentazioni che si susseguono. A volte nello stesso luogo e dallo stesso gruppo vengono proposte dalle 2 alle 4 sessioni di rappresentazioni all’anno. A integrazione riportiamo l’articolo in cui Vittorio Cigoli tratta le Costellazioni nel suo testo “Il viaggio iniziatico – Clinica dei corpi famigliari”:

“La possibilità del contatto al confine e’ attribuito, come è dei vari orientamenti vitalistici, alla presenza di un’ energia che penetra nel campo interpersonale. Cosi’ quando Hellinger parla di “terapia sistemica”, non fa riferimento a quella dei sistemici costruzionisti o costruttivisti, quanto piuttosto ad un principio gestaltico, il tutto, che viene concepito come sintonia e comunanza del destino. Il destino ha matrice familiare (generazionale) e delinea la persona. Di frequente e’attraversato da “irretimenti”, cioè da ostacoli gravi sul percorso di individuazione personale.

Richiami teorici

Nel costrutto iniziale di H. sono riscontrabili influenze teoriche e metodologiche che afferiscono a più tecniche di intervento psicoterapeutico che vengono integrate:

  1. L’intervento si organizza con una struttura gruppale, con un Conduttore, con partecipanti che si attivano in rappresentazioni e quindi riconducibile alla metodologia dello psicodramma e delle sue evoluzioni(psicodramma analitico Freudiano o Junghiano).
  2. I concetti proposti per la risoluzione delle disfunzionalità, sono una chiara riproposizione di elaborazioni sistemiche con esplicito riferimento al testo “Lealtà invisibili” di I. Boszomenyi-Nagi e G.M. Spark, integrati di concetti che richiamano letture della Sacra Bibbia e formulati con una ritualità autorevole e solenne.
  3. A ben vedere tale terapia, seppur detta sistemica ha basi fenomenologiche ed è così, vicina ai principi della terapia della Gestalt. Viene infatti attribuito valore alla percezione, all’ immedesimazione nel momento presente e al contatto interpersonale tramite l’assegnazione dei ruoli famigliari nel passato (le famiglie di origine) e nel presente (la famiglia attuale). ”V. Cigoli”
  4. La modalità di osservazione del Conduttore propone elementi teorici che oltre alla sistemica sono riconducibili alla Programmazione Neuro-linguistica, lettura della comunicazione non verbale con interventi tecnici di suggestione ipnotica.
  5. Sono riscontrabili, anche come affermato dallo stesso H., apporti provenienti dall’analisi transazionale per quello che riguarda i copioni ed i modelli con i quali si vive la propria vita, che non sono autocreati ma che provengono dalla famiglia.
  6. Possiamo fare riferimento anche ad un concetto già proposto da H. Faimbergnel 1985: “Telescopage generationnel”, termine suggestivo che descrive l’ esperienza di vedere vicino e presente come in un telescopio quello che è appartenuto a generazioni passate.(Transfert transgenerazionale)

Per meglio comprendere riprendo ora la descrizione fatta da B: Ulsamer di due costellazioni:

un uomo era tornato a casa dopo la guerra, gravemente malato. Nello stesso periodo il figlio era strato ricoverato in uno ospedale lontano. La madre per quanto desiderasse stare col figlio, era rimasta accanto al marito gravemente malato. Quando il figlio morì, la madre non riuscì a perdonare a se stessa ed al marito il fatto di non essere stata con lui al momento della morte. Nella rappresentazione (costellazione) si verificò un cambiamento positivo quando la madre riuscì a dire al proprio figlio: “tu eri malato e, anche tuo padre era malato. Sono rimasta con lui, perchè per me lui è al primo posto”. Per il bambino andava bene così. La donna disse poi la frase anche al marito: “sono rimasta con te, perchè tu per me se al primo posto”. Il suo senso di colpa svanì all’improvviso ed il loro rapporto divenne buono.

Durante una rappresentazione un cliente dice di essersi sempre sentito confuso durante la sua vita perchè tormentato da sentimenti inspiegabili. Spesso si è domandato se non fosse pazzo. Nella rappresentazione vede che anche il suo rappresentante prova la stessa confusione e lo stesso tormento. In questo modo capisce che questi sentimenti non sono un elemento inseparabile della sua personalità ma che provengono dai rapporti che lui ha con la sua famiglia. Dipendono dal posto da lui assunto in seno ad essa, perchè chiunque altro (anche il suo rappresentante) si trova in quel posto avverte la sua stessa confusione. È vero che questa scoperta non può far cambiare all’improvviso i suoi sentimenti, ma lo solleva da un pesante carico aggiuntivo, permettendogli di staccarsi dal proprio vissuto interiore; anche solo questo ha un effetto liberatorio.

Elementi critici

Sembra evidente che Hellinger stesso non propone teorie ma essenzialmente una pratica d’intervento, pratica nella quale è l’esperienza e l’intuito del terapeuta conduttore a guidarlo nell’esplorazione del senso dell’organizzazione del sistema rappresentato e nella ricerca di come proporre un nuovo assetto possibile. Osservando il lavoro delle costellazioni in superficie si rischia di mal comprendere ciò che avviene, riconducendo gli avvenimenti a fenomeni magici o animistici o semplificando in maniera estrema una serie di considerazioni che sono frutto di esperienze e ricerche teoriche elaborate ben prima che Hellinger le utilizzasse e chi vede le costellazioni senza nulla sapere di teoria sistemica non è in grado di riconoscere. D’altronde proprio a questo proposito molti conduttori tendono ad alimentare ulteriormente un alone di mistero e misticismo su quanto avviene nelle costellazioni. Un’ altra evidente criticità è il fatto che le costellazioni in Italia sono insegnate e praticate da chi non ha competenza per gestirle e le utilizza in maniera scorretta e dannosa. Come già accennato, Hellinger per definizione le considera e le utilizza come un metodo psicoterapeutico senza che ci sia stato un riconoscimento né dal mondo scientifico né dal mondo accademico, anche se dobbiamo rilevare che alcune scuole di psicoterapia ci si avvicinano con un approccio prudente ed una lettura critica.

A questo proposito uno dei primi allievi di H., Bertold Ulsamer( Laurea in psicologia) ha cercato di impostare una metodologia d’intervento descritta nel suo testo: “Il grande manuale delle costellazioni sistemiche”. Lo stesso U. che usa il termine, forse più proprio, di “rappresentazioni familiari” anzichè costellazioni, in un altro testo “senza radici non si vola” afferma quanto segue: “manca ancora una valutazione equilibrata delle potenzialità terapeutiche di questo lavoro e naturalmente anche dei suoi limiti. D’altra parte le rappresentazioni aprono in brevissimo tempo nuove porte d’accesso al mondo interiore dei pazienti.”

Questa è una cosa che può spaventare e indurre al rifiuto. Infatti chi per esempio crede che non si possa veramente conoscere se stessi senza una terapia psicoanalitica pluriennale, deve necessariamente considerare con scetticismo i risultati ottenuti con una rappresentazione che dura un week end. I “terapeuti” che utilizzano le costellazioni familiari stanno aumentando in modo selvaggio e convincono se stessi di essere in grado di condurre.

In linea di principio, ognuno può sostenere di fare le costellazioni familiari alla maniera di B. H. nessuno bada ai diritti d’autore. Pertanto una certa paura ed una normale prudenza nei confronti di persone prive di preparazione ed esperienza è giustificata….

Attualmente è stato fondato un gruppo di lavoro il cui scopo è di fare in modo che le rappresentazioni familiari continuino a svilupparsi in un clima di massima libertà nel rispetto di criteri che garantiscano la massima sicurezza a coloro che si avvicinano ad essa.

Nonostante l’onesto intervento di Ulsamer non è possibile poter considerare le costellazioni un intervento psicoterapeutico proprio perché non sono garantiti i criteri fondamentali di quanto è riconosciuto come una definizione di psicoterapia.

A questo punto ci richiamiamo all’articolo di Alfred Pritz: “lo sviluppo internazionale della psicoterapia ed il controllo di qualità attraverso i certificati di formazione.” (Fondamenti comuni e diversità di approccio in psicoterapia a cura di R. Zerbetto, F. Angeli 2007), che definisce così la psicoterapia: “La psicoterapia è l’applicazione sistematica di metodi definiti, nel trattamento della sofferenza psichica e dei disturbi psicosomatici così come dei momenti critici della vita di varie origini. La base per il trattamento è la relazione dello psicoterapeuta con il paziente o, in un ambito non clinico, con il cliente. Il gruppo di riferimento per la psicoterapia include persone con problemi emozionali ma anche persone che vogliono ampliare le loro possibilità di azione in ambito sociale ed “interiore”. In molti casi la psicoterapia ha anche scopo preventivo. La psicoterapia è un trattamento attraverso la relazione seppure in senso non generico ma specifico”.

Nello stesso testo Pritz propone l’accordo dell’associazione europea di psicoterapia che definisce gli elementi costitutivi che sono necessari per la formazione degli psicoterapeuti e che sono qui di seguito riportati:

  1. L’esperienza terapeutica personale con finalità anche didattiche, pur denominata in vario modo a seconda dei diversi orientamenti. Su questo punto si conviene che questa procedura necessiti alcuni anni per il tirocinante per confrontarsi con le proprie nevrosi, debolezze e capacità.
  2. La conoscenza della psicopatologia, la teoria, la teoria della cura e le acquisizioni della ricerca.
  3. L’esperienza di trattamento sotto supervisione.
  4. L’esperienza con persone gravemente malate(pazienti psichiatrici istituzionalizzati o meno).
  5. La conoscenza di un codice deontologico specifico per la materia.

È stabilito inoltre un minimo di 3200 ore di formazione incluse le esperienze pratiche con i pazienti e si rimette la valutazione finale a tre organi:  a) organizzazioni nazionali; b) l’organizzazione europea che rappresenta un determinato orientamento; c) l’ufficio dell’associazione europea per la psicoterapia.”

Ancor più rigorosi sono i parametri per la modellizzazione di gruppi terapeutici a vertice gruppo-analitico che hanno elaborato uno specifico codice etico-procedurale per le psicoterapie di gruppo.

Dopo quanto esposto bisogna riconoscere che le Costellazioni riescono a creare un impatto emotivo intenso in chi le avvicina, quindi hanno una vasta potenzialità di catalizzare l’energia trasformativa. Il fatto di rappresentare emozioni intense, o di entrare all’interno di importanti eventi dolorosi e traumatici mette tutti i partecipanti in un atteggiamento di solidarietà e disponibilità reciproca, che produce di per sé un effetto “curativo”. Inoltre, le suggestioni non fanno altro che rinforzare il riconoscimento ed il sostegno che ogni partecipante riceve dal gruppo. Di contro, l’aspettativa dell’ intervento “miracoloso” mista all’ incontro con un personaggio straordinario aumenta l’effetto di straordinarietà……

Pertanto, che possano spaventare o affascinare, è incontrovertibile che molti psicoterapeuti le avvicinano con curiosità, perché un conduttore attento con formazione ed esperienza in psicoterapia può, in poco tempo, formulare interventi che attivano benessere psicologico nei partecipanti. E’ la figura del conduttore ad influenzare e determinare, nella rappresentazione, gli elementi utili al cambiamento. Mentre un conduttore inesperto può viceversa attivare disagio, confusione, e pericolose retraumatizzazioni di area psicopatologica.

Un intervento di Costellazione familiare può essere attivato utilizzando ed integrando metodologie di intervento psicoterapeutico mediate da costrutti teorici riscontrabili o riconducibili a metodi psicoterapeutici ufficialmente riconosciuti. D’altro canto molti approcci terapeutici risultano integrati e l’eclettismo del terapeuta di una certa esperienza sa trovare la strategia più utile per ogni paziente.

Pertanto, le costellazioni sistemiche non possono essere considerate una psicoterapia a se stante, ma un metodo di intervento valido all’interno di numerosi approcci (sistemico – strategico breve – gestaltico – analitico Junghiano – transpersonale…. ) Ben condotte possono produrre benessere e risvolti positivi nella vita di chi ne fa ricorso, rappresentando un vero e proprio acceleratore nel processo di consapevolezza.  Mentre, proprio il fatto che lo strumento non venga incluso nei metodi di lavoro della psicoterapia ufficiale, favorisce l’improvvisazione di sedicenti “costellatori” che conducono gruppi senza dare alcuna garanzia di competenza ed esperienza clinica, quindi con scarso riscontro sulla qualità della pratica.

Da un punto di vista di utilizzo dell’approccio in campi non terapeutici, quali l’ambito aziendale, (nelle consulenze sul funzionamento di macrosistemi lavorativi) o in campo preventivo (che applica il metodo alla pedagogia sistemica dei processi educativi), possiamo dire che il riscontro di questi interventi è oggi altamente significativo. Vedi: Franz Ruppert, in Germania e gli interventi di Georg Senoner che proviene dal mondo della Bocconi e promuove la sperimentazione delle costellazioni tra gli imprenditori del nord Italia e nord Europa.  Nella scuola, Marianne Franke Griesch, che ha scritto: “tu sei uno di noi”, ha applicato i principi del metodo nella educazione scolastica, creando una propria scuola di formazione a Monaco e proponendo formazione in vari Stati extra Europa. Quanto osservato ci suggerisce comunque l’ opportunità di approfondire questo potente strumento di lavoro.

 

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